Introduzione

Uno degli aspetti di cui si parla ancora troppo poco è l’impatto che la digitalizzazione sta avendo all’interno delle organizzazioni aziendali.

I reparti produttivi, infatti, sono tradizionalmente restii ad adottare tecnologie che non siano più che consolidate e che non abbiano un orizzonte di utilizzo inferiore a qualche decennio.

Meglio, poi, se sono basate su “ferro”. Questa diversa mentalità ha storicamente reso complicati i tentativi di dialogo tra chi opera nei reparti IT e chi lavora nelle operations (OT).

Ma le cose, sin dall’inizio degli anni Duemila, stanno cambiando: l’affermarsi di controllori industriali costruiti su tecnologia PC-based, l’avvento di Ethernet nello shopfloor sono state le prime avvisaglie di un fenomeno che è oggi inarrestabile e che vede imporsi, anche in fabbrica, l’uso di tablet, app e altre “diavolerie” da sempre in uso nel settore IT.

Logica conseguenza è che, almeno nelle aziende più illuminate, chi lavora nei reparti produttivi inizi a chiamare i colleghi dei reparti IT, a chiedere loro qualche consiglio, a collaborare per gestire la digital transformation, soprattutto in alcuni ambiti che, per chi opera in produzione, risultano oggi ancora ostici.

 

DAI BIG DATA ALLE INFORMAZIONI

Il primo tema – apparentemente il più banale – è come gestire i big data che rischiano di diventare soltanto un oceano di bit senza senso, se non si intraprendono i giusti step necessari a trasformarli in informazioni concretamente fruibili.

Chiunque desideri avere processi più veloci, maggiore qualità, meno scarti e più flessibilità – in una parola essere più competitivo – deve poter accedere in maniera semplice, immediata e intuitiva alle informazioni operative, integrando le informazioni nel proprio processo decisionale.

Per farlo occorre utilizzare strumenti pensati per questo scopo, in grado di comprendere i linguaggi delle attrezzature di produzione e quelli del mondo IT, per creare report e dashboard che offrano una visione d’insieme dei processi aziendali, indipendentemente dal settore nel quale le aziende si trovano ad operare.

Ne parliamo in questo articolo.

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LA CONTINUITA' OPERATIVA

Il secondo tema ha invece a che fare con una priorità tutta industriale, la continuità operativa.

In ambito manifatturiero, soprattutto in determinati settori, ogni ora di downtime rischia di costare davvero troppo.

Un sistema industriale deve essere innanzitutto “acceso”, sempre e comunque.

Se la high availability è importante in quasi tutte le attività manifatturiere, nelle applicazioni a maggior grado di criticità, la disponibilità del sistema deve essere fault tolerant, cioè in grado di restare in piedi in caso di un guasto a uno dei suoi componenti.

Oggi grazie alla virtualizzazione è possibile raggiungere rapidamente – e a costi ragionevoli – i livelli di continuità operativa necessari, dove e quando servono.

Ne parliamo con maggiore dettaglio in questo post.

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RIPARTIRE VELOCEMENTE

Altro fattore di fondamentale importanza in questa ottica è ripartire in tempi rapidi quando, nonostante tutte le precauzioni, avviene un incidente. La tempestività di una ripartenza, che può valere centinaia di migliaia, se non milioni, di euro, dipende anche da “piccoli” dettagli.

Per esempio sapere quale versione software girava su un determinato hardware e dove si trova la copia di questo applicativo.

In questo post spieghiamo come implementare un sistema di change management e gestione del versioning che non soltanto tiene un rigoroso registro delle versioni installate in tutti gli asset aziendali, ma ne mantiene anche una copia pronta all’uso.

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LA CYBER SECURITY IN FABBRICA (e non solo)

L’ultimo tema – ultimo ovviamente solo in ordine di esposizione – è quello della cyber security.

In questo caso è importante che chi opera nel reparto IT collabori attivamente con i colleghi dell’OT perché, semplicemente, non è possibile utilizzare le “solite” soluzioni di sicurezza utilizzate in sala server anche in ambito manifatturiero.

In questo post vi presentiamo un sistema pensato per aiutare le aziende a migliorare affidabilità, sicurezza ed efficienza operativa dei sistemi di controllo: appena installata, la piattaforma aiuta a ricostruire la struttura dell’architettura di rete.

Grazie all’analisi delle relazioni tra i vari terminali e dei volumi di traffico, vengono definite le regole di una comunicazione “normale” e la piattaforma impara a conoscere i comportamenti legittimi.

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