Le aziende manifatturiere stanno entrando in una nuova fase di modernizzazione, integrando impianti, sistemi e processi come mai prima d’ora. Questa trasformazione, però, porta con sé un effetto collaterale evidente: gli ambienti OT diventano più estesi, più complessi e molto più difficili da proteggere.

Il nuovo report sulla sicurezza OT realizzato da AMDT e Statista mostra un fenomeno ricorrente a livello mondiale. Da un lato le organizzazioni si dichiarano sicure del proprio percorso di digitalizzazione; dall’altro, i team operativi segnalano fragilità crescenti. È proprio in questa distanza che si annida il rischio.

Un settore a un bivio

La tecnologia avanza rapidamente, ma le fondamenta OT spesso non tengono il passo. La visibilità sugli asset è ancora parziale, vecchie procedure convivono con nuovi strumenti e la stabilità operativa sembra solida finché un imprevisto non mette in luce le vulnerabilità.

A questo si aggiunge l’evoluzione delle minacce cyber, sempre più sofisticate, mentre molte attività di risposta restano ancora manuali e lente.

Il risultato? Un panorama OT globale in cui innovazione e fragilità procedono di pari passo.

Perché serve un cambio di priorità

Nella produzione moderna, resilienza e continuità operativa non sono più “nice to have”: sono la condizione minima per competere. Le aziende che guidano il settore sono quelle che riducono i blind spot, rafforzano la postura di sicurezza e costruiscono una vera collaborazione tra IT e OT.

La maturità OT, oggi, non si misura dal numero di tecnologie adottate, ma dalla capacità di gestirle, proteggerle e ripristinarle in modo rapido ed efficace.

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Il report AMDT & Statista offre una panoramica sugli sviluppi globali: dove si stanno aprendo nuovi gap, dove la resilienza sta migliorando e come i leader stanno ridefinendo le proprie strategie OT per un futuro più stabile e sicuro.

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