La disponibilità viene definita come la percentuale di tempo in cui un sistema è in grado di eseguire un lavoro produttivo rispetto al tempo totale. Il valore limite al quale tutti mirano è chiaramente il 100%. Il concetto di disponibilità è più significativo di quello di affidabilità in quanto esprime più compiutamente il vero obiettivo: garantire che le risorse, i servizi e le applicazioni del sistema siano funzionanti e accessibili dagli utenti in ogni momento, non quello di verificare quanto tempo passa prima che un singolo componente si guasti. Molti sistemi raggiungono un livello di disponibilità di circa il 99%: una percentuale che a prima vista sembra molto elevata, ma se si fa riferimento a un periodo di un anno, l'1% di mancata disponibilità equivale a circa 3,5 giorni, 90 ore.
E' vero che una parte non trascurabile di queste 90 ore è dovuta a fermate pianificate per manutenzione preventiva, allo scopo di prevenire fermate non pianificate sicuramente più dannose, tuttavia una disponibilità del 99% è sufficiente solo per applicazioni non critiche per utenti non eccessivamente esigenti. Un sistema dal quale dipende la stessa sopravvivenza dell'azienda deve garantire una disponibilità più elevata. In questi casi, qualunque interruzione mette a repentaglio vite umane, quattrini e reputazione. Fino ad oggi, in tali situazioni sono stati sempre utilizzati sistemi fault tolerant, basati su architetture ampiamente ridondanti e su componenti molto specializzati, con i quali si cerca di prevenire qualunque interruzione del servizio agli utenti.
I sistemi fault tolerant possono raggiungere o superare un livello di disponibilità del 99,999% che equivale a una media di circa cinque minuti di fermata all'anno
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