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Scada a prova d'urto

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di Laura Rubini. Le soluzione di controllo e supervisione che contribuiscono ad ottimizzare produzione e assemblaggio in linea di auto possono incrementare precisione ed efficienza anche nella fasi successive di test e prova su strada. Tecsit Telecontrolli e Sistemi, uno dei system integrator partner di Servitecno,ha effettuato un intervento presso il Centro Prove di Aisico (Associazione Italiana per la Sicurezza delia Circolazione) ad Anagni, in provincia di Frosinone,che includeva la realizzazione di velocità per i crash test.
Tecsit Telecontrolli e Sistemi, uno dei system integrator partner di ServiTecno,ha effettuato un intervento presso il Centro Prove di Aisico (Associazione Italiana per la Sicurezza delia Circolazione) ad Anagni, in provincia di Frosinone,che includeva la realizzazione di velocità per i crash test.
Nel Centro Prove di Aisico, l'unico centro in Italia accreditato per l'omologazione delle barriere di sicurezza stradali, si eseguono le prove d'urto di veicoli leggeri e pesanti per verificare la resistenza delle barriere sottoposte a test. "II sistema realizzato'; spiega Michele Muzzioli di Tecsit, "è finalizzato ad assicurare la precisione delle misure di velocità dei veicoli mediante l'installazione di adeguati sensori e l'effettiva regolazione in tempo reale della velocità del mezzo utilizzato per il test, attraverso un sistema di controllo a distanza di ultima generazione".
L'impianto di crash test di Anagni e composto da un sistema di controllo centrale basato su pc e pic che riceve i dati da una rete di sensori laser installati a bordo pista e da un apparato trainante composto da una fune collegata, attraverso un sistema di pulegge, a un verricello che ne permette l'avvolgimento.
Per il movimento del verricello si utilizzano quattro motori idraulici disposti simmetricamente ai suoi lati, collegati ad altrettante pompe, anch'esse idrauliche, azionate da due motori diesel a regime di rotazione fissa da 500 cv ciascuno. "II sistema controlla che il veicolo trainato dalla fune raggiunga la velocità impostata", prosegue Muzzioli, "e fa sì che il carrello di traino si sganci dall'autoveicolo che impatterà sulla barriera con la velocità e con l'angolo di incidenza previsti dalle norme".
Per raggiungere la velocità necessaria, la fune deve essere lunga almeno 300 m ed è stata quindi divisa in due tratti per ovviare ai moti ondulatori non controllabili facilmente: il primo tratto lega il verricello a un carrello che viaggia su binario singolo, mentre il secondo, di dimensioni ridotte rispetto alla pista di lancio, congiunge il carrello al veicolo. La prima delle due funi, inoltre, scorre all'intemo del binario, così da ridurre al minimo le vibrazioni.
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