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Sicurezza dei sistemi acquedottistici nei confronti di possibili atti terroristici

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di Enzo Maria Tieghi.

Il punto di partenza: il rapporto ISTISAN.
A metà 2005 è stato pubblicato da parte dell’Istituto Superiore di Sanità un rapporto dall’eloquente titolo “Misure di prevenzione e di sicurezza dei sistemi acquedottistici nei confronti di possibili atti terroristici” . Il documento ha carattere multidisciplinare e riunisce contributi di numerosi esperti appartenenti al Ministero della Salute, all’Istituto Superiore di Sanità, a Federutility ed a diverse aziende di utility associate, tra le quali alcuni tra i maggiori gestori di acquedotti in Italia. Il rapporto è stato presentato in un interessante incontro che ha visto la partecipazione oltre che di molti degli estensori anche di un’attenta platea di addetti ai lavori.
Scopo del documento è la definizione di strategie operative e l’individuazione di possibili misure per la prevenzione di potenziali attentati biologici e chimici dei sistemi acquedottistici. Alla stesura del documento hanno partecipato appartenenti ai suddetti organismi che sono stati suddivisi in gruppi distinti per occuparsi ciascuno di aspetti differenti delle problematiche trattate.
Il gruppo “Aspetti di ingegneria” ha approfondito gli aspetti inerenti le caratteristiche strutturali degli impianti col fine di individuare gli eventuali punti sensibili della rete acquedottistica e le eventuali azioni preventive e protettive.
Il gruppo “Chimica e radio-chimica” si è occupato di identificare i possibili pericoli derivanti da attacchi chimici e radio-chimici e gli eventuali sistemi di monitoraggio.
Il gruppo “Batteriologico-biologico” si è occupato di identificare i possibili pericoli derivanti da attacchi di tipo biologico e di esaminare gli eventuali sistemi di monitoraggio.
In considerazione della necessità di non diffondere dati che potrebbero essere utilizzati per fini diversi dagli obbiettivi che hanno ispirato la creazione del documento, sono state omesse nel testo informazioni critiche quali ad esempio l’elenco e la reperibilità di potenziali agenti tossici da impiegare in atti criminosi. Informazioni che eventualmente possono essere richieste e fornite direttamente agli enti ed istituzioni interessati direttamente dall’Istituto Superiore di Sanità.
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